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Record impianti di biogas, 490% in 5 anni

02/10/2014

Il comparto del  biogas  prosegue inarrestabile la sua crescita nel mercato delle fonti rinnovabili. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Consorzio italiano biogas e gassificazione, il numero di impianti installato negli ultimi 5 anni è aumentato del 490% rispetto al quinquennio precedente, tanto da posizionare il biogas in testa alla classifica delle energie rinnovabili.

Il CIB, che riunisce tutte le aziende coinvolte nella filiera, nei giorni scorsi ha presentato l’analisi di Althesys sulla crescita record del biogas al Museo della Scienza di Milano nell’ambito del convegno “Biogas master: energia allo stato virtuoso”, un incontro teso a dimostrare gli immensi benefici di questa fonte rinnovabile.

Oggi il  biogas  copre il 10,4% dell’energia prodotta dalle  rinnovabili  e dà lavoro a centinaia di persone. Nello specifico in Italia solo nel 2013 il comparto ha occupato 2.695 lavoratori diretti per un valore aggiunto stimato in 347,5 milioni di euro. In futuro dal settore potrebbero arrivare ricadute occupazionali anche maggiori. Secondo le previsioni di Althesys da qui al 2030 la potenza installata raddoppierà attestandosi a 2.300 Mwh, per un giro d’affari totale stimato in ben 7,3 miliardi di euro.

Secondo Piero Gattoni, presidente del CIB, il  biogas agricolo  ha un enorme potenziale in Italia, sia per il mondo dell’agricoltura che per quello dell’industria, chiamati a lavorare in sinergia per ottimizzare i risultati e creare nuovi modelli produttivi più sostenibili. Un filone molto fertile del settore è la valorizzazione degli  scarti agricoli, trasformati in energia. In futuro, spiega Gattoni, l’impresa agricola assumerà sempre più il ruolo di una raffineria di biogas:

Attraverso i principi del biogas “fatto bene”, l’imprenditore agricolo sarà in grado di produrre energia elettrica, termica, biocarburanti, bio-plastiche e fertilizzanti, valorizzando i reflui e gli scarti d’agricoltura.

A frenare una crescita che potrebbe essere ancora maggiore intervengono purtroppo i soliti nodi burocratici. Da qui l’appello degli operatori al Governo: definire una quadro fiscale e normativo più chiaro che assicuri stabilità e continuità di sviluppo al comparto.