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Power Clouds, il nuovo progetto per parchi fotovoltaici condivisi

08/12/2014

Preferire le energie rinnovabili  a quelle provenienti dai combustibili fossili è un ottimo gesto per preservare il benessere del nostro pianeta, ma, siamo onesti, spesso occorre molto denaro per poter investire in questo settore. E se chi ha più disponibilità economica ha la possibilità di porre i  prodotti Mutuo Arancio a confronto  con quelli Barclays, Cariparma, ecc., per potersi imbarcare in costosi interventi di efficientamento energetico della propria abitazione, chi invece ha possibilità più modeste deve aguzzare l’ingegno.

È proprio per far fronte alle esigenze di questa fascia d’utenza che sono nati i  gruppi d’acquisto, oggi già molto diffusi per l’acquisto di alimentari e altri tipi di merci. Recentemente, inoltre, questa forma di acquisto partecipativo è approdata nel settore delle rinnovabili, come testimonia il progetto  Power Clouds. Si tratta di un’iniziativa che prevede la costruzione di parchi fotovoltaici finanziati da una comunità di piccoli investitori, consumatori comuni, che contribuiscono all’acquisto di pannelli solari in cambio di un  corrispettivo derivante dai ricavi della vendita dell’energia  prodotta con essi.

Power Clouds è un progetto della società omonima Power Clouds Ltd, la quale ha già realizzato due impianti con queste caratteristiche in Romania nel 2013. In condizioni ottimali, ciascun parco fotovoltaico è in grado di produrre circa  1.755 MWh l’anno di energia pulita, corrispondenti al consumo medio annuale di una cittadina di 1.500 abitanti.

Ad oggi il progetto ha già visto il coinvolgimento di diverse decine di migliaia di consumatori provenienti da oltre 100 diversi paesi. Attualmente sono  in fase di progettazione altri 10 impianti, dislocati in varie zone del globo, a seconda di dove sia più facile incontrare condizioni climatiche favorevoli alla produzione di energia solare. Non si tratta però di un punto vincolante, dal momento che un consumatore può acquistare delle quote di un impianto indipendentemente dalla sua localizzazione e percepirne comunque i benefici economici.

Si tratta quindi di una soluzione ideale per tutte quelle persone che, pur volendo compiere un gesto ecofriendly, non hanno la possibilità di installare dei pannelli solari sul tetto della propria abitazione, ad esempio. L’ennesimo  esempio di consumo collaborativo  nell’epoca della sharing economy.